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PICCOLA INTERVISTA

-Piccolo Teatro Quotidiano. Ma vi pare il momento giusto per far nascere una associazione culturale che vuole occuparsi di teatro? Proprio all'inizio di un nuovo lock-down dovuto a questa infinita pandemia?


-Beh, noi crediamo proprio di sì! Non c'è momento migliore di questo per riflettere su di noi e sulla nostra società. L'arte e la cultura servono a questo, ad affrontare la vita e le sue vicissitudini.




-Perché il teatro? Non ci sono cose più importanti di cui occuparsi?


-Perché il teatro è una delle cose più importanti! Il teatro è indispensabile: alimenta la nostra intelligenza, il nostro senso critico, la nostra conoscenza del mondo e di noi stessi. E degli altri. Il teatro e la cultura in generale sono la nostra identità: ne abbiamo bisogno, ogni giorno. Ora più che mai.




-E perché teatro quotidiano? Il teatro non dovrebbe allontanarci dal quotidiano?


-Accostare queste due dimensioni, quella del quotidiano e quella del teatro, che si muove in uno spazio eminentemente extraquotidiano, può apparire un paradosso. E in effetti lo è, ma solo in certo grado. E poi ci piacciono i paradossi! Questa dialettica Mondo-Teatro di cui con tanta consapevolezza parla il nostro Carlo Goldoni, permea in realtà l'esistenza di tutti noi proprio in termini di quotidiano – sì, anche di chi il teatro non lo fa in termini di professione-. Perché noi ogni giorno SIAMO teatro, narrazione, dramma. Tutto il mondo è teatro, afferma Jaques in Shakespeare. Non c'è mondo senza teatro, insinua Edward Bond. E poi chi lavora in teatro deve studiare, esercitarsi quotidianamente...




-Va bene, un poco di teatro ogni giorno... E perché chiamarlo “piccolo”?


-A noi sembra che questo momento storico ci stia rendendo di nuovo consapevoli del valore delle piccole cose, o no? Piccoli gesti: aprire un libro, imparare a fare il pane, chiamare un amico, scrivere una poesia, parlare di teatro... Da piccoli gesti possono nascere grandi cose. Pensa al Piccolo Teatro di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, al loro piccolo grande sogno di un teatro d'arte che fosse davvero per tutti! Certo, il nome che abbiamo scelto è anche un omaggio al loro lavoro.




-Il nome è carino, ma che teatro volete fare mentre siamo chiusi in casa?


-Il quotidiano nel tempo dilatato della pandemia ci porta a sperimentare le relazioni in modo differente. La casa spesso diventa anche il luogo di lavoro e dunque, per chi il teatro lo vive come professione, in questi giorni la casa è il nostro teatro. Ogni giorno sulla pagina Facebook pubblicheremo una frase come spunto di riflessione, briciole di Teatro, in modo da arrivare alla fine della settimana a comporre un palinsesto di temi sui quali ci proponiamo di chiacchierare insieme a molti altri amici che si occupano di teatro. Ma non solo, vogliamo aprire un dialogo con persone che si occupano dell'umano, delle sue contraddizioni e dei suoi paradossi, in ambiti molto diversi. Per riflettere insieme. Per ripensare il teatro di domani. Il mondo di domani. Un domani che è già oggi.




-Va bene, ho capito siete dei sognatori. Come volete concludere questa piccola intervista?


-Assolutamente sì, siamo tre sognatori. Ma anche pragmatici. Vogliamo ricordare ogni giorno a noi stessi, e a chi vorrà ascoltare, dialogare e sognare con noi, che il teatro è cibo per lo spirito. Dunque ripetete assieme a noi la magica frase: "Dacci oggi il nostro PICCOLO TEATRO QUOTIDIANO"!




-Un po blasfema come chiusura...


-Assolutamente no. Il Teatro è prezioso, sacro persino, proprio come il pane quotidiano!